SGUARDO D’INSIEME

by hanshallan

Un immenso archipelago vulcanico

L’ Indonesia è un paese drammaticamente pittoresco ed è allo stesso tempo “unico e diverso”, con una storia decisamente affascinante. É la quarta nazione più popolosa al mondo con i suoi 243 milioni di abitanti ed è anche la più grande nazione mussulmana al mondo.
Riunisce più di 350 culture e anche se l’86% della popolazione è di religione mussulmana, l’Indonesia è casa anche per i cristiani (10% degli  abitanti soprattutto a Kalimantan, Papua e Nusa Tenggara Est), per gli hindu (Bali) e per gli animisti (Kalimantan e Papua Ovest).

Mt. Bromo

Si parlano numerose lingue anche se quella ufficiale è il Bahasa Indonesia.
I paesaggi naturali dell’Indonesia spaziano dall’antica foresta pluviale alle rigogliose praterie fino alle risaie, alle spiagge, alla barriera corallina e alle isole. Con un terzo dei vulcani attivi , le vette montuose allineano l’orizzonte in molte parti del paese e si alternano con risaie a terrazza, fattorie e vaste piantagioni.
Le spiagge e le barriere coralline che circondano le isole di Bali, Lombok, Bunaken e le isole Mentawai (Sumatra) attraggono moltissimi visitatori durante tutto l’anno, ma l’Indonesia offre ai turisti molte altre opportunità oltre alle spiagge.  Per chi è interessato alla cultura, probabilmente non esiste nessun altro paese al mondo che offra una così sfaccettata diversità –  dalle remote comunità della giungla in Papua fino ai sofisticati centri urbani di Giacarta.  Eppure la fusione culturale unita alle influenze storiche e alle aspirazioni contemporanee è riuscita ad unificare le varie religioni e comunità etniche come raramente accade.
La nazione si basa sui solidi principi della Pancasila  ovvero la “Carta dei cinque principi” uno dei quali, il “Bhinneka Tunggal Ika” che in lingua giavanese significa “Unità nella Diversità”, è diventato il  motto ufficiale dell’Indonesia.Questo principio è utilizzato anche per incitare a rifiutare ogni forma di intolleranza e di discriminazione fondata su religione, etnia, razza, colore, sesso, opinioni politiche. Questo perchè lo Stato vuole svolgere un ruolo attivo al fine di fermare i gruppi violenti e intolleranti, anche agendo sui social media, permantenere il  la maggiore armonia possibile nella grande e variegata nazione indonesiana.

Economia

L’economia del paese sta crescendo rapidamente con una crescita annua costantemente superiore al 4%. La capitale Giacarta, sull’isola di Giava, ha una popolazione superiore a 10 milioni di abitanti, in rapida crescita come la sua economia.
La crescita sperimentata dall’Indonesia negli ultimi anni è stata principalmente trainata dai consumi interni  della classe media che è in continua crescita e dagli investimenti, permettendo all’Indonesia di dipendere in maniera minore dagli andamenti dell’economia internazionale rispetto agli altri Paesi dell’area.
Oltre il 50% vive prevalentemente nelle aree urbane e la meta’ della popolazione ha meno di 30 anni.  Ciò contribuisce a costituire una partecipazione dinamica al mercato del lavoro, che cresce di 2.3 milioni l’anno. Una popolazione a rapida urbanizzazione fornisce sicuramente riserve di forza lavoro nei centri d’investimento.

Debolezze
L’Indonesia è caratterizzata da elevati tassi di inflazione, ha un sistema legale piuttosto arretrato e farraginoso, caratterizzato da parecchie opacità, i livelli di corruzione sono tra i più elevati dell’area asiatica e sul suo territorio sono presenti varie tensioni sociali.
Infine le infrastrutture risultano essere non adeguate rispetto alla rapida crescita del paese, in particolare per quanto riguarda la rete energetica e idrica.

Punti di forza
L’Indonesia è una nazione caratterizzata da una buona stabilità politica e finanziaria,  è attualmente la quarta democrazia al mondo e la sedicesima economia. La stabilità politica, insieme alla crescita economica, hanno notevolmente incrementato la fiducia dei mercati internazionali che stanno finanziando lo sviluppo indonesiano nel medio-lungo termine. Questo è anche dovuto al fatto che il governo indonesiano ha dato avvio a politiche monetarie e fiscali molto prudenti.
L’economica è prevista in crescita ad un tasso tra i più elevati al mondo. Il mercato interno è molto ampio e rappresentato principalmente dalla classe media composta da più di 45 milioni di persone.
La popolazione è molto giovane e questo rappresenta una spinta dei consumi interni che, insieme agli investimenti, sono alla base della crescita.
L’Indonesia è anche dotata di un settore bancario molto evoluto caratterizzato da banche con alti livelli di capitalizzazione.
La manodopera è a basso costo ed il territorio risulta essere ricco di materie prime, prodotti agricoli e risorse energetiche che, ad oggi, risultano essere ancora poco sfruttate.
La nazione indonesiana ha bassi livelli di debito pubblico, alti rating finanziari ed elevati stocks di riserve valutarie.
Il Governo ha avviato un piano di riforme infrastrutturali e di sviluppo, il “Master Plan for the Acceleration and Expansion of Indonesia’s Economic Development 2011-2025 (MP3EI)” messo in atto dal presidente Yudhoyono nel 2011 al fine di accelerare lo sviluppo economico dei prossimi anni.
L’Indonesia infine è uno dei membri fondatori dell’ASEAN e della relativa area di libero scambio e questo permette di commerciare con gli altri paesi membri (Vietnam, Malesia, Filippine, Singapore, Tailandia, Brunei, Laos, Birmania e Cambogia) pagando una tariffa effettiva preferenziale comune che varia dallo 0% al 5%. In aggiunta l’ASEAN ha concluso anche accordi di libero scambio con altri paesi quali Cina, Giappone, Corea, India, Australia e Nuova Zelanda consentendo così all’Indonesia di commerciare anche con questi stati a tariffe preferenziali.

Geografia e clima

Con oltre 17.000 isole l’arcipelago indonesiano si estende da est a ovest per 5.120 km ed tre queste isole ben 6000 sono disabitate.
L’arcipelago comprende varie grandi isole, la principale e la più popolosa delle quali è Java, seguita da Sumatra, dal Borneo (in cui l’area indonesiana è conosciuta come Kalimantan), da Sulawesi e dalla Nuova Guinea. Ha confini terrestri con la Malesia, la Papua Nuova Guinea e Timor Est.
L’Indonesia si trova nella zona vulcanica attiva denominata “Anello di fuoco del Pacifico” il famigerato  “Ring of Fire”, quindi le attività  dei vulcani con le loro eruzioni e colate laviche, movimenti tellurici con conseguenti piccole o grandi scosse di terremoto sono purtroppo molto comuni.
Nel 2006 Yogyakarta, una delle più grandi città indonesiane, è stata gravemente danneggiata da un terremoto.  Gli ultimi tragici episodi sono stati il terremoto di Lombok nel luglio 2018 e il terremoto con conseguente Tzunami di Sulawesi nel settembre 2018 mentre nel passato non possiamo dimenticare il disastroso  tsunami del 2004 che ha devastato moltissimi paesi e che ha avuto inizio al largo della costa di Sumatra vicino a Banda Aceh.

L’eruzione più grande del mondo è invece avvenuta sull’isola di Krakatoa nello stretto di Sunda, tra Java e Sumatra, nel 1883. Fu talmente grande che riverberò in tutto il mondo per nove giorni.
Per quanto riguarda Bali nel novembre del 2017 Il vulcano Agung si è risvegliato dopo le eruzioni del 1883 e del 1963, gli abitanti dell’area sono sfollati in altre aree e l’aeroporto è stato chiuso per alcuni giorni. Al momento la situazione sembra rientrata ed è costantemente monitorata.
L’Indonesia è anche al centro del cosiddetto “Triangolo dei Coralli”, che comprende anche le acque delle Filippine, della Malesia, della Papua Nuova Guinea, delle Isole Salomone e di Timor Est.
Questo triangolo è un centro globale per la biodiversità noto come “l’Amazzonia del Mare”. Oltre alle 500 specie di coralli, ci vivono sei delle sette specie di tartarughe marine viventi e oltre 3000 specie di pesci. Questi luogi sono ancora un paradiso per gli appassionati di immersioni e snorkeling ma purtroppo una pesca eccessiva e l’inquinamento atmosferico stanno minacciando il futuro sostenibile del Triangolo del corallo.
I laghi sono un’attrazione scenica imperdibile: sul lago Sumatra, Toba è una destinazione turistica molto popolare e il lago Maninjau è un paradiso per i parapendii.
Un’altra splendida caratteristica di molte coste indonesiane sono le foreste di mangrovie, un vero spettacolo della natura.
Le piogge monsoniche colpiscono gran parte dell’Indonesia ma in diverse parti dell’anno. Isole come Sumatra e Bali sperimentano la stagione delle piogge da ottobre ad aprile e la stagione secca da giugno a settembre.

Storia

Situata tra l’Oceano Indiano e il Pacifico, l’Indonesia è sempre stata una nazione marittima influenzata da commercianti e marinai provenienti dall’Oriente e dall’Occidente e questo ha permesso l’introduzione e lo sviluppo di nuove idee, religioni e credenze.
Le prime tracce della vita umana furono scoperte vicino a Solo (Java) nel 1891 . Dalle conoscenze fino ad allora accumulate lo scopritore desunse che si trattasse di un uomo scimmia, per cui gli diede il nome di Pithecanthropus erectus o “Uomo di Giava”. Si dice ha notevolmente aiutato gli studiosi nella comprensione dell’evoluzione umana.
L’indonesia divenne una potente nazione marittima soprattutto nell’isola di Sumatra meridionale (la Terra di Sriwijaya) nel periodo compreso tra il VII e il XIII secolo. Nel corso del tempo è stato un centro di istruzione e religione buddhista e indù, e la posizione strategica di Palenbang nel sud di Sumatra ha permesso di controllare gli scambi tra l’Oceano Indiano e il Mar Cinese Meridionale.
Altre parti della nazione divennero regni indù 1.600 anni fa (Bali e qualche zona di Java), mentre l’Islam divenne dominante nel XV secolo. Due importantissimi ed imperdibili siti religiosi in Giava centrale sono il complesso del tempio buddista dell’VIII secolo di Borodubur e il vicino sito indù di Prambanan del IX secolo.

Alcune isole indonesiane, in particolare le Molucche o “Isole delle Spezie”, situate a nord-est dell’Indonesia tra Sulawesi e Papua, avevano commerciato con la Cina e le nazioni arabe molto prima che l’Europa si interessasse all’Asia agli inizi 16 ° secolo. Nonostante le piccole dimensioni, queste isole erano i maggiori produttori al mondo di noce moscata, chiodi di garofano e pepe. I navigatori e gli imprenditori portoghesi furono i primi europei a mostrare interesse per loro, seguiti dagli olandesi, dagli spagnoli e poi dagli inglesi. Le spezie erano ricercate per molte ragioni, una delle principali (a parte gli scopi medicinali) era il loro uso nella conservazione e nella valorizzazione della carne nei giorni precedenti la refrigerazione.
L’importanza delle spezie nella storia indonesiana e in quella del mondo moderno non può essere sottovalutata. Mentre la maggior parte delle spezie è oggi relativamente a buon mercato, nel corso della storia alcune spezie valevano come l’oro ed erano considerate non solo gli alimenti più preziosi al mondo ma le risorse più preziose di ogni genere.
I lucrosi proventi del commercio delle spezie non potevano non scatenare le bramosie di altri concorrenti ed  i mercanti di spezie olandesi arrivarono nel tardo XVI secolo e dettero vita al commercio con l’Europa che doveva dettare la storia di Giacarta e dell’Indonesia per quasi 350 anni.

Sotto la Compagnia Olandese delle Indie Orientali (VOC) nel 1619 la città di Jayakarta (primo nome di Giacarta) fu ribattezzata Batavia; da qui gli olandesi governarono l’Indonesia per più di tre secoli cedendo il potere alle forze giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Alla cessazione della guerra le forze nazionaliste indonesiane lottarono per ottenere l’indipendenza e  il 17 agosto 1945, il primo presidente indonesiano, Sukarno, proclamò l’indipendenza indonesiana e Jakarta divenne la capitale della nazione.
Un fallito e sanguinoso colpo di stato comunista nel 1966 vide la rovina di Sukarno e l’emergere di un nuovo presidente, il generale Suharto.
Le elezioni presidenziali democratiche dirette si sono tenute per la prima volta nel 2004. L’attuale presidente Joko Widodo noto anche come Jokowi, è stato eletto nel 2014 e concorrerà per il secondo mandato nel 2019, con un ampio margine di vantaggio nei sondaggi.
Lo chiamano “l’uomo del popolo” ed è un gran fan dei Metallica e dei Napalm Death.  È nato in una baraccopoli a Java, ha lungamente lavorato in un mobilificio prima di creare una sua impresa, Rakabu, e ha voluto cambiare il proprio nome all’anagrafe (si chiamava Jokowi Mulyono). Vero e proprio self-made man, è stato il primo uomo a vincere senza legami con l’establishment militare o politico.

Faccia pulita e sorridente Jokowi è un politico pop che vorrebbe rappresentare la risposta indonesiana a Barack Obama, che proprio in Indonesia ha trascorso parte della giovinezza. In realtà in patria utilizza modi ben più spicci, e difatti il paese sfodera le leggi antidroga più severe al mondo, che comportano persino condanne a morte. È a capo del paese con la comunità musulmana più grande al mondo e deve tenere a bada le arrembanti frange estremiste dell’Islam locale. Per questo motivo recentemente ha rassicurato la stampa occidentale: “Il pluralismo è nel DNA dell’Indonesia. L’Islam in Indonesia è sempre stato pacifico e tollerante. Questo non cambierà. A nessuno sarà permesso di minacciare la pace e l’armonia dell’Indonesia”. Sì, Jokowi è duro nella lotta antidroga ma sta contrastando le lobby ultraconservatrici musulmane che vorrebbero criminalizzare il sesso omosessuale e prematrimoniale. “L’Indonesia ha norme culturali che devono essere rispettate ma la nostra costituzione non consente che nessuno sia vittima di violenza o discriminazione”.
Intanto il PIL indonesiano continua ad avere un trend positivo anche per il 2018, e con un colpo da maestro Jokowi ha portato in patria i Giochi Asiatici di agosto, con una forte ricaduta turistica. E nel frattempo, con il sorriso Widodo ha stretto accordi con Russia e Turchia per l’approvvigionamento di sottomarini, aerei da caccia, carri armati e droni…

Giava

Nell’isola di Giava si trova la capitale Giacarta che è la principale porta d’accesso al resto dell’Indonesia. Giacarta è un vivace centro sociale, culturale, economico e politico e porta con sé l’eredità di oltre 30 anni di ininterrotta espansione economica. È sede di molte delle migliori istituzioni di ricerca del paese, strutture educative e organizzazioni culturali, e serve unicamente come sede del governo nazionale e regionale.
Negli ultimi decenni la città si è sviluppata in uno dei centri metropolitani più importanti dell’Asia e la sua popolazione ha subito una crescita drammatica superando le nove milioni di persone.
Oggi il piano di sviluppo del governo della città è diretto a stimolare i servizi, il commercio, il turismo e le industrie selezionate in modo da trarre vantaggio dalle numerose risorse e potenzialità della città, compresa una giovane generazione di professionisti qualificati. Giacarta viene rapidamente riconosciuta come una “città di servizi” nel campo della finanza, del commercio, del turismo e delle telecomunicazioni.

9S-Jakarta
S10 - Monas, monumento per l'indipendenza - Jakarta

Oltre alla capitale, Giava ha diverse città interessanti tra cui Bogor, Bandung, Yogyakarta, Solo e Surabaya. Ci sono 11 aeroporti – la maggior parte sono collegati a livello nazionale e molti sono anche gateway internazionali.
Se Jakarta è la potenza finanziaria e industriale di Giava, Yogyakarta è la sua anima. Al centro del patrimonio artistico e intellettuale dell’isola, Yogyakarta (si pronuncia ‘Jogjakarta’ e viene chiamata da tutti Jogja), è il luogo in cui la lingua giavanese è più pura, le arti più brillanti e le sue tradizioni più visibili.
Non si può non dedicare una visita al tempio del Borobudur, monumento buddhista risalente circa all’800 d.C. e al complesso di templi induisti del Prambanan, costruito all’incirca nell’850 d.C. Entrambi i monumenti sono semplicemente spettacolari e sono stati dichiarati dall’UNESCO   patrimoni dell’Umanità.

12S- Monaco Buddista al Borobudur
Monaco-al-Borobudur
14S- Prambanan
15S-Borobudur
16S-Prambanan

Bali

Denpasar è la vivacissima e densamente popolata capitale di Bali, ma la maggior parte dei tursiti non ci si avventura e preferisce altre zone dell’isola. Per coloro che lo fanno, ci sono diverse attrattive tra cui edifici storici, templi, musei e mercati. L’atmosfera è vivace ed il traffico intenso.

Kuta è al contrario parte dell’isola dove la maggior parte dei turisti arriva e resta. Kuta Beach è la spiaggia più famosa di Bali e una delle più conosciute al mondo, soprattutto dai surfisti.
Kuta è molto internazionale in tutto ciò che offre, dalle cucine di ogni parte del mondo ai centri commerciali con marchi di abbigliamento famosi. Un’intera serie di attività è a disposizione del turista, dal surf, ai massaggi sulla spiaggia, al bungy jumping allo shopping, si può cenare in uno degli innumerevoli ristoranti.  Non bisogna avere paura di condividere Kuta  con una miriade di persone, il turismo in questa zona ha raggiunto picchi incredibili in qualunque periodo dell’anno. E’ ideale per chi cerca la movida notturna e non teme il caos. L’enorme spiaggia è frequentata dai surfisti di tutto il mondo e dagli amanti dei tramonti mozzafiato.

17S - Kuta beach
18S- Apo in Kuta-
19S- Kuta beach

Le spiagge sulla costa occidentale procedono da Kuta verso Legian e Seminyak. La spiaggia è una striscia continua senza alcun cambiamento geografico drammatico, ma l’atmosfera diventa leggermente più sofisticata e più tranquilla man mano che ci si allontana da Kuta. Verso Seminyak si trovano boutiques esclusive, negozi di design, ristoranti alla moda, clubs e bar.

Dopo Seminyak si attraversa Kerobokan e si arriva a Canggu, altra zona molto rinomata tra i surfisti per le onde incredibili e tra i giovani per i locali alla moda. Qui si continuano a costruire ville di lusso cementificando le risaie vicino al mare che costituivano un paesaggio unico e incontaminato.

20S-Canggu
21S- Canggu Berawa beach
22S- Canggu Echo beach
23S-Canggu Echo beach
24S-Nusa Dua

La parte meridionale di Bali comprende la famosa zona turistica di Nusa dua, Benoa e Jimbaran.

A Nusa Dua si trovano resorts exclusivi e boutiques eleganti, centri benessere e ristoranti per clienti  esigenti e di alto livello. Il ritmo della vita è decisamente più rilassato di Kuta e la vita notturna è assai limitata.
Jimbaran invece è famosa per la sua grande baia dove godersi il fresco tramonto e per le cene a lume di candela nei tavolini posizionati direttamente sulla spiaggia. Si può cenare con un ottimo pesce alla griglia mentre si osserva il mare e ogni tanto si scorge un aereo che arriva o decolla dal vicino aeroporto

25S-Jimbaran

Sanur, sul lato orientale del sud di Bali, è stata colonizzata sin dai tempi antichi ed è stata una delle prime aree ad essere influenzata dal turismo. Verso la metà dell’Ottocento, i primi viaggiatori europei si misero in contatto con gli olandesi che vi sbarcarono nel 1906. Celebrità e artisti come Walter Spies arrivarono negli anni ’30 e negli anni successivi molti altri artisti tra cui l’artista australiano Donald Friend. L’unico promemoria di questo periodo è il Museo Le Mayeur, ex casa e galleria d’arte di un artista belga che visse qui per 60 anni.

26S- Sanur
33S-Ubud, Cermimonia
27S- Sanur
28S- Sanur

foto di Elisabetta Zurigo

A circa un’ora di macchina a nord di Denpasar, Ubud trasuda aria fresca e culturale. Situata a soli 200 metri sopra il livello del mare gode di un clima decisamente più fresco rispetto alla pianura.
La cittadina è formata da 14 villaggi ed è stata a lungo il centro artistico e culturale di Bali. Non si puo’ andare a Bali senza trascorrerci qualche giorno, questo è il cuore dell’isola. Il centro è pieno di caffè alla moda, gallerie, negozi e resorts dal design leggendario. Nel distretto ci sono molte risaie a terrazza dove viene praticatata la gestione delle acque chiamate “subak” quali Tabanan, Jatiluwih, Seririt Manduk e Sayan. Molte terrazze sono state tagliate secoli fa in pendii ripidi per aiutare il trattenimento dell’acqua, essenziale per la coltivazione del riso di base.
Il turista a Ubud può trarre ispirazione dalla rigogliosa natura circostante, partecipare a sessioni di yoga, godersi i musei, il mercato, il trekking nelle risaie, i massaggi, le danze balinesi e si può assistere a molte cerimonie religiose nei templi o nel strade. La tradizione è ancora molto presente a Ubud rispetto al resto dell’isola.
Da qui è possibile far base per visitare il vicino villaggio di Celuk e Mas, il tempio dell’acqua, la grotta dell’elefante e molti altri siti degni di nota.

30S- Ubud, risaia
31S- Ubud, Tirta Empul
32S- Ubud Cerimonia
33S-Ubud, Cermimonia

La costa orientale di Bali è una stretta striscia di terra che lambisce la costa per poi salire dolcemente verso l’interno fino alle cime di due vulcani,  il monte Seraya (1.238 mt) e il monte Agung (la montagna più sacra di Bali 3.142 metri). Qui le strade si aggrappano alla costa e fiancheggiano la base del Monte Seraya per fornire l’accesso a diverse spiagge remote vicino a Amed e Jemuluk.
Le immersioni sono ciò che maggiormente attira i turisti, in particolare la possibilità di esplorare il relitto della “Seconda Guerra Mondiale” degli Stati Uniti a Tulamben. I fondali sono straripanti di pesci colorati.
In questo tratto di costa le infrastrutture sono meno sviluppate e il vecchio villaggio di pescatori è diventato una città turistica assonnata che non ha alcuna somiglianza con quelle più a sud. Lungo la striscia che comprende i villaggi di Buitan, Sengkidu e Candi Dasa ci sono pochi negozi, pochi hotel e ristoranti e solo qualche locale iconico.

35S- Amed
36S-il tempio di Perathian

La costa settentrionale confina con il mar di Bali. Pochi turisti si avventurano verso nord ma quelli che lo fanno ne sono attratti perché i luoghi sono meno affollati e più autentici rispetto alla maggior parte delle altre località turistiche.
La via d’accesso più praticata è attraverso l’interno montuoso: una strada passa attraverso Kintamani e l’altra via Bedugul.
Singaraja, che significa “re leone”, è la seconda città più grande di Bali. Il suo porto dal 1849 al 1953 divenne un luogo strategico per gli olandesi che decisero di occupare la città. Attualmente sono rimaste poche testimonianze dell’architettura coloniale olandese ma nel centro si riconoscono alcuni fatiscenti edifici risalenti a quel periodo.
Lovina comprende sei villaggi di cui Kaliobukbuk è considerato il centro. Lo stile di vita è rilassato e la vita notturna praticamente inesistente. Il paese di affaccia su un tratto di otto chilometri di sabbia nera vulcanica. Molti abitanti del villaggio dipendono ancora dalla pesca e le tradizionali e colorate barche da pesca o “jukung” si allineano lungo le spiagge. Alcuni pescatori operano come guide turistiche per osservare i delfini e noleggiano le loro barche ogni mattina all’alba a coloro che vogliono assistere a questo spettacolo naturale.

Il nord-ovest di Bali è la parte meno popolata dell’isola ed è dominata da un esteso parco nazionale. La città più nota e’ Gilimanuk, che è il porto di partenza per i traghetti diretti a ovest verso l’adiacente isola di Giava.
I 19km quadrati del parco nazionale di West Bali (Taman Nasional Bali Barat) sono l’attrattiva principale per i turisti che amano il trekking in mezzo alla natura insieme allo snorkelling imperdibile nell’isola di Menjangan.
Questa è una delle aree più scarsamente popolate di Bali, attraversata da ruscelli selvaggi e fiancheggiata da aspre spiagge. Essere così vicino a Java significa anche che il numero di mochee da queste parti potrebbe essere superiore a quello dei templi.
Gran parte dell’interno di Bali è montagnoso , sovrastato dalle grandi vette dei vulcani Agung, Abang, Batur e Batukaru. Lontano dalle spiagge e dalle pianure costiere, queste cime vulcaniche si innalzano sopra il paesaggio e possono essere viste dalla maggior parte delle isole e dalla vicina Lombok.
Agung, la vetta più alta di Bali è venerata dai Balinesi in quanto considerata una montagna sacra. Il suo tempio più sacro, il Besakih, si trova ai piedi del monte. Un tempo la scalata costituiva una delle grandi attrattive dell’isola , ma da quando  l’Agung si è risvegliato non è più possibile avvicinarsi alla zona. In quanto considerata poco sicura.
Tutte le montagne sono montagne sacre indù poiché sono fonte d’acqua e casa delle divinità. Besakih è conosciuto come il tempio madre. Ha 22 piccoli templi e quello centrale di Pura Penataran Agung è il più grande e spettacolare di Bali. Solo coloro che pregano o fanno offerte sono autorizzati ad entrare dentro ai templi sebbene le passerelle tra l’uno e l’altro siano accessibili ai visitatori.

Nusa Penida, Nusa Ceningan e Nusa Lembongan

Ci sono diverse isole al largo di Bali, tre delle quali  hanno aperto le loro porte al turismo in tempi relativamente recenti e sono ancora tutte da esplorare, l’ideale è girarle in scooter, ma ci si può semplicemnte rilassare in spiaggia e fare un fantastico snorkelling con le con le mante.

39S - Penida
40S - Penida
41S- Lembongan
42S - Lembongan

Lombok

Lombok è un’isola della provincia indonesiana di Nusa Tenggara che fa parte delle Piccole Isole della Sonda ed è separata da Bali dallo stretto di Lombok.
I visitatori sono attratti da Lombok per le sue caratteristiche culturali, per la varietà dei paesaggi e perché è meno contaminata dal turismo di massa rispetto alle principali aree turistiche di Bali. Altri ci approdano per scalare la vetta più alta, il monte Rinjani (3726 m) visibile da molte parti dell’isola.
Lombok si differenzia da Bali per il fatto che i Sasak , che rappresentano l’85% degli abitanti e cioè circa 3 milioni di persone, sono musulmani, quindi le moschee sono sicuramente più comuni dei templi. La moschea nel villaggio di Labuapi a sud di Mataram-Cakranegara è colorata e ornata mentre molte altre sembrano essere permanentemente in riparazione.
L’architettura dei Sasak è unica nel suo genere: il lumbung o granaio di riso è  il modo tradizionale di conservare il riso tra i raccolti. Questo fienile di paglia costruito su palafitte si trova principalmente nel sud e nell’est dell’isola e i tursiti possono ammirarne molti nel villaggio di Sade vicino a Kuta.
Nell’isola ci sono sacche di turismo concentrate in particolare sulle spiagge di Sengigi e Kuta (da non confondere con l’omonima Kuta di Bali) ma la maggior parte degli abitanti è ancora dedita all’agricultura e principalmente alla coltura del è il riso nel ricco terreno vulcanico. Altre colture praticate sono quelle  della soia, caffè, tabacco, mais, arachidi di cotone e vaniglia.
I tessuti  sono sempre stati una pietra miliare della cultura Sasak. Sukarara è il villaggio di tessitura più commerciale dell’isola, dove i visitatori possono vedere sia i tessuti “ikat” che quelli “songket”. Mentre una volta venivano usate le tinture naturali, quelle industriali sono assai più comuni attualmente.

44S-Kuta Lombok
45S- Lombok

Mataram, che si trova sulla costa occidentale, è la capitale della provincia nonché la città più grande, forma insieme a Sweta e Cakranegara un’espansione urbana che ospita una popolazione di oltre 500.000 abitanti. Il vulcano Rinjani troneggia sulla parte settentrionale dell’isola. A 3726 metri è il secondo vulcano dell’Indonesia con un cratere di 6,5 km. E’ tutt’ora attivo e gli scalatori partono da Senary (approccio nord) o Sembalun (approccio est) per effettuare la scalata, sempre  con delle guide esperte.

Le Isole Gili

Ci sono diverse piccole isole che circondano Lombok, conosciute localmente come “gili”. Le isole Gili appena fuori dalla costa nord-occidentale di Lombok sono già state diventate una destinazione turistica molto gettonata. Nel gruppo ci sono tre isole – Trawangan, Meno e Air – Trawangan è quella con più vita notturna, Meno è ideale per chi ricerca la tranquillità e Air una via di mezzo tra le due isole. Quando parliamo di vita notturna dobbiamo ricordarci che stiamo parlando di piccole isole dove gli unici mezzi di locomozione sono i cidomo, carretti trainati dagli asini. I mesi di punta sono luglio, agosto, dicembre e gennaio. Diverse barche servono le isole da Lombok e da Bali.

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47S- Gili Trawangan
48S- Gili Meno
50S- Merenda

Flores

L’isola di Flores fa parte dell’arcipelago delle Piccole Isole della Sonda ed è un’isola meravigliosamente verdeggiante attraversata da una catena di 13 vulcani che crea un sistema di valli fino a pochi anni fa impenetrabili, che sono all’origine delle molte etnie che la popolano.
Risulta interessante dal punto di vista antropologico visitare i villaggi nei dintorni di Larantuka, quello di Luba e quello di Bena dove si possono anche ammirare megaliti risalenti all’età della pietra.
Tra i tanti vulcani quello più importante è il Kelimutu, alto circa 1.700 metri e contornato da tre suggestivi laghi dalle acque colorate, ciascuna con una colorazione diversa che varia a seconda dell’attività gassosa dei crateri del vulcano. I tre laghi sono il “lago dei vecchi, il lago dei giovani e delle fanciulle, il lago delle streghe” nomi che li circondano di un alone di mistero.
Poco distante si trova il centro abitato di Maumere, ottima base per le immersioni subaquee. A circa cento chilometri troviamo invece il capoluogo di Flores, Ende, dal quale è possibile prendere i traghetti che portano a Timor.
A ovest si trovano l’isola di Lembata, l’arcipelago di Alor, a est le isole di Padar, e le due isole di Rinca e Komodo, dove si trova il Taman Nasional Komodo, ovvero il parco dove si possono ammirare i famosi Draghi di Komodo, enormi varani selvatici che possono superare i 3 metri di lunghezza.
La base per le escursioni al parco di Komodo è Labuanbajo, una località ormai da tempo aperta al turismo che mantiene tuttavia un aspetto decadente.
Le isole vicine a Labuanbajo sono incantevoli e rappresentano un vero paradiso per gli amanti dello snorkelling , con un’abbondanza incredibile  di pesci colorati.
La popolazione di Flores è in maggioranza di religione cattolica, anche se si praticano ancora antichi culti animisti. Durante la Settimana Santa vale la pena di andare nella regione di Larantuka per seguire particolari feste e processioni.

53S Labuan Bajo
54S- Kanawa
55S- Rinca - Kommodo park
56S- Rinca - Kommodo part
57S-Rinca- Kommodo Park

Sumba e Sumbawa

Sumba fa parte come Flores dell’arcipelago delle Piccole Isole della Sonda, ed è una meta ancora relativamente sconosciuta ed autentica.
Qui sopravvivono riti ancestrali animisti per propiziarsi le forze della natura e si notano case di pietra accanto a tombe e templi in cui si venerano le numerose divinità sacre. La religione tradizionale si fonda sul culto dei Marapu, gli spiriti e gli antenati.
Nei villaggi di Pau, Pasung e Praiyawang, Waibakul si possono osservare le tipiche case tradizionali costruite con la pelle di bufalo e le tombe giganti in pietra. Nei vilaggi di Bonto Kodi e Waibakul si osservano invece le palafitte in bambù con altissimi i tetti in paglia a punta. A Waikabubak, si può visitare il mercato e apprezzare l’artigianato locale e legno di sandalo e tessuti ikat, invece a Rantenggaro si possono visitare le tombe megalitiche.
Nell’isola ci si può rilassare in  paradisiache lingue di sabbia bianca o ci si può addentrare nella fitta giungla e fare il bagno tra le cascate che formano piscine naturali o sotterranee.

Sumbawa è una grande isola ancora molto spartana, visitata prevalentemente da surfisti appassionati ed esperti. Le infrastrutture sono ancora poco sviluppate e chi si avventura troverà ancora spiagge incontaminate e deserte.

58S- Sumba
59S- Sumbawa

Sulawesi

Sulawesi e il suo Parco Marino Nazionale di Bunaken, appena fuori Manado, sono frequentate dagli appassionati di immersioni. A  Bunaken Island, il cuore pulsante del parco, le pareti  spettacolari sono casa per un’abbondanza di coralli, pesci, spugne, vongole giganti, tartarughe, squali e dugonghi. Makassar sulla costa sud-occidentale è invece la porta d’ingresso per i viaggiatori diretti a 300 km a nord nell’entroterra,  in un luogo culturalmente molto interessante, Tana Toraja. L’area è considerata dai turisti la seconda destinazione in Indonesia dopo Bali. Sono i riti funebri e gli eventi sociali importanti che attirano i visitatori. Le famiglie vivono in case “tangkonan” costruite su palafitte e caratterizzate da una linea del tetto ampia e curva in bambù. I funerali hanno un ruolo molto importante nella società e possono durare per mesi. Le bare possono essere curve e ricavate dalla pietra e appese a una scogliera oppure collocate in una grotta conosciuta come “tomba sospesa”

60S- Bunaken
61S- Le case Toraja

Kalimantan

Il Kalimantan è la parte indonesiana del Borneo e occupa circa il 65% del territorio, ma viaggiare da queste parti richiede un certo spirito di adattamento rispetto al resto del Borneo perché le infrastrutture non sono ancora ben sviluppata. Per i viaggiatori avventurosi questo significa vedre in giro meno turisti e poter godere di luoghi incontaminati.
Questa vasta regione è divisa in tre zone, quella occidentale, centrale e orientale con un’unica strada che collega Banjarmasin nel sud-est a Sangkulirang nel Kalimantan orientale.
Balikpapan è la seconda città della provincia Est Kalimantan, è un importante centro per il petrolio, l’industria mineraria e del legname. Ci sono molte attrazioni a Balikpapan come le spiagge di Melawai e Manggar Segarasari, il Parco Bekapai, il Giardino Wanawisata e il Giardino dell’Agriturismo.
Inoltre, i turisti possono visitare il santuario di Orang Utan al Semboja Lodge, fare il giro delle isole Derawan e andare in canoa lungo il Parco Kandlio  per vedere varie specie di primati.
Tarakan nel nord est e Pontianal a  ovest sono preziosi punti di ingresso a causa della loro vicinanza agli stati malesi orientali di Sabah e Sarawak.
Banjarmasin è la capitale del Sud conosciuta come “Città del Fiume” dal momento che si trova alla confluenza dei grandi fiumi. È un porto importante per esportare carbone, legname, oro e diamanti. Molte case si trovano sull’acqua e il mercato galleggiante è molto colorato.
I parchi nazionali di Kalimantan non sono così accessibili come quelli lungo la parte occidentale del Borneo. Quelli più interessanti includono Tanjung Puting e Gunung Palung National Park.
Tanjung Puting si trova nella parte sud di Kalimantan centrale su una penisola bassa ed è la casa delle scimmie proboscide. Le aree principali sono protette e rimane un importante habitat di Orang Utan. Il parco di Camp Leakey è un importante centro di riabilitazione ed è anche una riserva della biosfera riconosciuta dall’UNESCO e ospita i leopardi nebulosi, gli orsi del sole, i coccodrilli, i buceri, i cervi e i macachi. Ci sono anche circa 100.000 persone che vivono inotrno al parco e varie attività illegali minacciano l’integrità biologica del parco.

Sumatra

Sumatra è la più grande isola dell’Indonesia, è interamente indonesiana contrariamente al Borneo e alla Nuova Guinea il cui territorio è condiviso con altri paesi, ed è la sesta isola più grande del mondo. Nella costa nord-orientale confina con lo Stato  di Malacca, una delle rotte più trafficate del mondo. Sumatra condivide il più importante canale commerciale con la Malesia e Singapore a nord. Le sue principali città sono Medan, Bukittinggi, Palembang, Bandar, Lampung, Pekanbaru e Padang.
L’isola ha una varietà di paesaggi tra cui le mangrovie e le foreste di palme lungo lo stretto di Malacca, i laghi di montagna di Toba e Ranau, la foresta pluviale tropicale e le piantagioni di olio di palma, tè e caffè. I laghi e le montagne intorno a Manijau sono apprezzati dagli avventurieri per praticare il parapendio quando le condizioni termiche sono favorevoli.
La foresta ospita molte piante tra cui quelle di rattan e le orchidee di Rafflesi che è il fiore più grande del mondo. Qui vivono animali come l’elefante di Sumatra, il Trigono di Sumatra, vari cervi, scimmie hombill, gibboni e orangutan. Il Centro di riabilitazione Orang Utan nel Parco Nazionale Mount Leuser nel nord di Sumatra è una destinazione popolare Il centro si trova a Bukit Lanweng, a quattro ore di guida da Medan, la porta d’ingresso.
La Sumatra meridionale è conosciuta come la Terra di Sriwijaya ed ha ospitato una potente nazione marittima indonesiana nel periodo compreso tra il VII e il XIII secolo. Nel corso del tempo fu un centro di istruzione e religione buddhista e indù, e la sua influenza si irradiò nella regione. La posizione strategica di Palembang nel sud di Sumatra ha permesso di controllare i traffici tra l’Oceano Indiano e il Mar Cinese Meridionale.

62S - Sumatra
63S- orangutan a sumatra
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