Cosa vedere in 2.200 giorni a Ubud, nell’isola di Bali?

by Irina
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I giorni da trascorrere a Ubud non sono mai sufficienti. In 2.200 giorni non abbiamo ancora visto tutto quello che avremmo voluto… ma non ci arrendiamo.
Trascorreremo ancora tanti anni qui e siamo convinti che ce la faremo.

Possibile non aver visto tutto quello che Ubud ha da offrire?
Si, incredibile ma è proprio così!
Ci sono posti nascosti e angoli ancora inesplorati, ci sono templi e musei che sono ancora nella nostra waiting list, ci sono sempre ristorantini con nuovi piatti da provare e infiniti percorsi da fare tra le risaie .

Perché venire proprio qui ?

Perché Ubud, essendo il cuore artistico, culturale e religioso di Bali,  è la base migliore dove trascorrere parte del tuo soggiorno,  perfetta per fare escursioni giornaliere in varie parti dell’isola, ideale per godersi passeggiate tra le verdissime risaie circostanti, vedere musei e gallerie d’arte, visitare templi ed assistere alle numerose cerimonie nelle strade, fare shopping nei negozi di artigianato, godere di un massaggio rilassante e gustare ogni tipo di cibo, vegetariano, vegano e raw compresi.

Non a caso la famiglia Obama ha scelto proprio Ubud per trascorrere le proprie vacanze balinesi.

 Ubud è  anche la mecca dello yoga e la regina dei corsi di cucina ed è il luogo dove ti ritroverai a seguire i ritmi della natura. Ci si sveglia presto e ci si addormenta presto, le serate non hanno nulla a che vedere con la movida di Kuta, Seminyak o Canggu.
Puoi decidere di vedere uno spettacolo di danza balinese al palazzo reale o di passeggiare per le vie del centro osservando i negozi e cenare nei ristorantini o warung sparsi ovunque, ognuno con la sua personalità.
Due viuzze carine sono la Jalan Goutama e la Jalan Dewi Sita,  ma sicuramente ti troverai a percorrere la Jalan Raya Ubud, che è  la principale e le due vie dello shopping, la Jalan Monkey Forest e la Jalan Hanoman.

Pensa che la nostra affascinante città di adozione viene visitata annualmente da tre milioni di viaggiatori, molti dei quali preferiscono arrivare in concomitanza con gli ormai famosi  Bali Spirit Festival,  Ubud Food Festival e Bali Readers and Writers Festival, tutti ugualmente interessanti.

È sicuramente da qui che potrai renderti conto che Bali permette di vivere mille esperienze in un viaggio solo, sia perché l’isola è relativamente piccola e quindi esplorabile  in un’unica vacanza – con i suoi 90 km di larghezza e 120 km di lunghezza –  sia perché offre paesaggi diversificati, un clima caldo ma sopportabile tutto l’anno e una popolazione sorridente e accogliente.

Un soggiorno a Bali per essere completo dovrebbe prevedere una tappa nelle spiagge bianche del sud di Bali, una in quelle nere vulcaniche del nord  e una in quelle frastagliate della penisola del Bukit, per farsi un’idea della varietà delle sue coste.  Un soggiorno a Bali per essere credibile  deve assolutamente includere varie escursioni all’interno dell’isola, dove foreste, montagne e vulcani sono incastonati in una natura che ha dell’incredibile.
Un soggiorno a Bali perde di significato se non si visitano Ubud e i suoi dintorni.
Considera di soggiornare qui almeno 5/6 giorni, prima di spostarti in altre parti dell’isola.  Ne occorrono almeno 2 per vedere la città e 3 o 4 per le escursioni nei dintorni.

Quale zona di Ubud scegliere?

Dipende dai gusti, il centro va senz’altro bene se vuoi raggiungere a piedi le attrazioni principali e passeggiare la sera per le vie dello shopping, dei caffè e ristoranti. Noi lo sconsigliamo a luglio e agosto, perché significa rimanere intrappolati in un traffico impossibile quando si parte per le escursioni.
Nei mesi di punta meglio optare per qualche zona più tranquilla e pittoresca fuori dal centro, dove godrai di una vista magnifica e della compagnia di gechi, rane e  uccelli di ogni genere, oltre che farfalle variopinte,  libellule e gli immancabili galli, presenti in tutta l’isola.

Cosa visitare ?

In città puoi visitare tutto quello che ti elenchiamo qui di seguito, e tanto altro, approfittando delle soste per gustarti ottimi succhi di frutta o un ‘kelapa mudah’, il mitico cocco fresco. 

Una delle attrazioni principali è  la Monkey Forest, riserva naturale con tre templi risalenti al 14° secolo  trasformata in un’area protetta, con un’atmosfera misteriosa creata dalla poca luce solare e dal fogliame folto.
Il complesso ospita 700 macachi considerati animali sacri che custodiscono i templi. Sarà pure così ma stai attento ai tuoi effetti personali poiché le scimmie si prendono la libertà di afferrare dai visitatori oggetti come occhiali da sole, macchine fotografiche e cibo. Non guardare i grossi maschi negli occhi perché possono essere aggressivi e mordere. Fortunatamente durante tutto il percorso ci sono i guardiani a proteggerti.

Non puoi non perderti nei meandri dellUbud Market,  che sono in realtà una serie di mercati diversi assemblati in un luogo unico. È diventato famoso dopo essere stato utilizzato come location per il film “Mangia, Prega, Ama” con Julia Roberts, e attira migliaia di turisti, come d’altra parte la città, che dopo il film è stata presa di mira da donne single alla ricerca del loro Xavier Bardem.
Il mercato vende frutta e verdura al mattino mentre nel pomeriggio troverai pezzi di artigianato e oggetti.
Conosciuto localmente come Pasar Seni Ubud, il mercato si trova di fronte al Palazzo Reale ed è aperto tutti i giorni. Naturalmente la contrattazione è d’obbligo. Passeggiare tra le bancarelle, tenendo i soldi sotto controllo, è un vero piacere.

Vicino al mercato troverai il Puri Saren Agung, noto come il Palazzo Reale di Ubud, dove la famiglia reale abita ancora attualmente. Caratterizzato da un’architettura balinese ben conservata e da un incantevole giardino, il palazzo ha una parte aperta  al pubblico. È anche il miglior posto in città dove venire la sera se vuoi assistere a uno spettacolo di danza tradizionale balinese.
Il palazzo risale al 1800 e viene utilizzato per motivi cerimoniali ed eventi internazionali, tra cui la cerimonia di apertura dell’annuale Ubud Writers & Readers Festival.

Musei

Il Museo d’Arte Agung Rai, anche noto come ARMA Museum, consta di una galleria d’arte e di un centro culturale. È opera di Anak Agung Gede Rai un pittore che si è molto speso per l’arte indonesiana e balinese in particolare. È diviso in due edifici che ospitano una vasta gamma di opere d’arte. La mostra permanente espone dipinti di artisti balinesi, indonesiani e stranieri che permettono di avere un’ampia panoramica dei tipi di opere d’arte prodotte a Bali.

Il Neka Art Museum è uno dei migliori musei non solo a Ubud ma a Bali in generale, con opere antiche e moderne.
Il museo ha il duplice scopo di raccontare la storia delle opere d’arte balinesi nel corso degli anni e di mettere in mostra i talenti emergenti locali. Imparerai tanto sulla storia dell’arte in Indonesia e troverai dipinti, gioielli, oggetti in metallo e persino tessuti.

Il Blanco Renaissance Museum o Museo Blanco è uno dei luoghi più amati di Ubud ed è l’ex casa e studio di Don Antonio Blanco. Si trova sulla collina di Campuhan e ospita una vasta gamma di opere d’arte tra cui dipinti, poemi e litografie. Puoi visitare la casa dell’artista che è ancora gestita dai suoi discendenti e passeggiare attraverso i graziosi giardini ben curati, dove hanno casa pappagalli e uccelli esotici.  L’arte di questo maestro di origini filippine era provocatoria e ricorda alla lontana Salvator Dalì. Le sue opere più note erano le litografie di nudi di donne balinesi. Dal punto di vista artistico non lo suggerirei ma per la particolarità del luogo e del personaggio perché no?

Dopo esserti dedicato alla cultura  puoi  uscire dal centro e goderti delle belle risaie puoi fare la Campuhan Ridge Walk, una bella passeggiata, anche se ormai troppo conosciuta. Puoi partire dal Tempio di Gunung Lebah e seguire un percorso dedicato attraverso la vallata e le risaie. Segui le insegne “Go to The Hill” e imboccherai il crinale.
Ci sono molte altre belle passeggiate in mezzo alle risaie tutto intorno a Ubud, anche in luoghi poco conosciuti, basta esplorare l’area e li troverai.  Ci sono poi trekking organizzati a pagamento in villaggi sempre diversi e con vari livelli di difficoltà. Noi partecipamo al sabato al Bali Hash House Harriers 2:  http://balihash2.com/ ,  ma ce ne sono anche altri.

La Setia Darma House of Masks & Puppets è un luogo unico che preserva alcuni dei più colorati oggetti del patrimonio indonesiano. La galleria ha circa 1.300 maschere e oltre 5.000 marionette provenienti da tutto l’arcipelago indonesiano, nonché da Africa, Cina, America Latina ed Europa. Le collezioni sono esposte in 4 bellissime case antiche tradizionali giavanesi e anche il parco circostante è meraviglioso.

La sera puoi optare per uno spettacolo di danza tradizionale, quale scegliere?

Ubud è famosa per le sue esibizioni di danza tradizionale che si svolgono nel palazzo reale ma anche nei suoi dintorni. Ci sono programmi giornalieri con diverse danze da poter scegliere, di cui le più comuni sono le seguenti:
La Danza Legong: si basa su una leggenda di East Java che risale al 12 °secolo. È la storia di una fanciulla che è stata rapita e poi imprigionata, e gran parte della storia è dedicata al racconto di come viene liberata.  I ballerini eseguono movimenti complessi di dita, piedi ed incredibili espressioni facciali.
La Danza Barong  è la rappresentazione della lotta tra il Barong, mostruoso dio-animale simbolo del Bene e della Fertilità e Rangda, una strega simbolo del Male. La danza si conclude con la battaglia finale tra Barong e Rangda, finendo con la vittoria di Barong su Rangda. Rangda fugge, il male è sconfitto, e l’ordine celeste viene ripristinato.
La Danza Kecak: Il Kecak è interpretato prevalentemente da  uomini, dai 50 a 150 elementi, che usano la voce come strumento musicale in accompagnamento alla danza, producendo il caratteristico suono “ciak, ciak, ciak” mentre alzano contemporaneamente le braccia agitando i palmi della mano. Gli uomini sono disposti a cerchio, seduti o in piedi, a torso nudo e con indosso solo un sarong a scacchi bianco e nero che circonda la vita ed un fiore rosso sull’orecchio.
Durante lo spettacolo nel cerchio umano entrano ballerini vestiti da scimmia o con abiti colorati e sgargianti. Viene narrato il rapimento di Dewi Sinta, moglie di Rama, da parte del Re di Lanka Ravana.
I ballerini che entrano nel cerchio raccontano danzando di come Rama abbia combattuto per liberare sua moglie dalle grinfie di Ravana. Hanuman, la scimmia bianca assiste Rama nella lotta.
Verso il termine dello spettacolo uno dei ballerini danza nella brace e per questo motivo il Kecak è conosciuto anche come la Danza del Fuoco.

Dopo aver visitato il centro dedicati alle escursioni nei suoi dintorni. 

Ecco, questi sono solo alcuni consigli, altri te ne daremo personalmente, quando deciderai di venire a trovarci e di respirare la magica atmosfera di Ubud, anima e cuore pulsante dell’isola degli dei … e dei demoni!
A quel punto non dovrai far altro che contattarci

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